Un viaggio
chiamato Puglia

Con le pettole la casa profuma di festa.

Era la notte tra il 21 e il 22 novembre di tanti anni fa, una donna con i capelli avvolti in un fazzoletto stava preparando il pane. Lavorava la massa, la girava, la premeva; metteva tutte le sue energie per preparare il pane alla famiglia che ancora dormiva. Doveva essere infornato per le tre.
A un tratto sentì delle voci, dei canti prenatalizi. Erano gli zampognari, scesi per strada alle prime luci dell’alba per omaggiare Santa Cecilia, la protettrice dei musicisti.
Rapita da quella musica uscì di casa e raggiunse il resto degli abitanti che erano stati svegliati dallo stesso tramestio. Ma quando tornò a casa e aprì il pane trovò che la pasta era troppo lievitata. Non si perse d’animo. 
Così mentre gli uomini incominciarono ad accendere il fuoco e i bambini dormivano ancora, la donna pensò di friggere l’impasto.
Olio ben caldo e tante piccole cucchiaiate di pastella, che ci finirono dentro. Ed ecco che appena toccato l’olio bollente e fumante, la pasta si dilatò, si gonfiò, si dorò e soprattutto profumò divinamente, persino le strade.
Miracolo e delizia! Era nata la “pettola”, il pane natalizio, considerato il dono di Gesù Bambino ai poveri.

E dopo aver letto questa leggenda, fatta di storia e tradizione è tempo di rimboccarsi le maniche e preparare le pettole con noi. Ecco la nostra ricetta per te!

Ingredienti:

  • 1kg di farina 00
  • 1 patata lessa
  • 1 cubetto di lievito di birra
  • 1 cucchiaio di sale fino
  • 800 ml di acqua tiepida
  • Olio evo per friggere

 

Procedimento:

Lessa una patata e schiacciala con una forchetta. In una ciotola grande setaccia la farina, inserisci la patata e al centro il lievito. Versa un paio di cucchiai di acqua e fai sciogliere il lievito. Poi, aggiungi altra acqua e mescola con le mani. Una volta aggiunta tutta l’acqua, unisci il sale e impasta in modo energico in modo da incorporare aria, fino a ottenere un impasto liscio e morbido, senza grumi e appiccicoso: ci vorranno 10-15 minuti per realizzarlo.
Ora copri la ciotola con della pellicola per alimenti o con un panno di cotone e fai lievitare nel forno spento o in un luogo asciutto per alcune ore.

Versa abbondante olio in un tegame dai bordi alti e scaldalo fino a che non compariranno le prime bollicine. Bagna un cucchiaio e preleva l’impasto spingendolo poi nell’olio con l’aiuto del dito indice oppure aiutandovi con un altro cucchiaio. Puoi prendere l’impasto anche con le mani bagnandole sempre prima di prelevare ogni porzione. Friggi le pettole poche alla volta, girandole continuamente e aumentate man mano la temperatura, così da farle dorare. Quando saranno uniformi prelevale con una schiumarola e adagiale sulla carta assorbente da cucina per eliminare l’olio in eccesso.

Le tue pettole pugliesi sono pronte per essere servite calde così come sono, se vuoi gustarle come antipasto, o avvolte calde nello zucchero o nel miele, se le servirai come dolce.

 

Consigli:

  • Per ottenere un impasto morbido per le tue pettole, il segreto è lavorare la pastella in modo energico in modo da farle incamerare aria.
  • La padella per friggere deve essere piuttosto alta e le pettole devono “sguazzare” nell’olio per evitare che l’interno resti crudo.
  • Al posto dell’olio extravergine d’oliva potete utilizzare anche l’olio di semi, l’importante è che sia ben caldo al momento della frittura.
  • Per preparare la versione salata delle pettole, prima di friggere l’impasto, aggiungi all’interno il formaggio tagliato a dadini, le acciughe, le olive, la verdura o ciò che più ti piace, preleva poi l’impasto con il cucchiaio e friggi. 
  • Le pettole vanno fritte e mangiate subito: dopo qualche ora, infatti, perdono la loro morbidezza e il loro sapore, diventando gommose. Per questo si sconsiglia di prepararle in anticipo o di conservarle.

 

Lo sai che…

Ogni famiglia ha la sua ricetta perfetta, cosi come ogni zona pugliese ha il suo nome per identificare questa soffice nuvola fritta: pìttula, pìttola, pèttola, pèttele, pèttulu, pìttala, pètt-li, ppèttulu, pèttala, e anche pèttuli nel brindisino, sckattabotte a Noci, pettue nguvatézze, popizze nel barese.

Qualunque sia l’impasto e qualunque sia il nome, buon appetito e buone feste!

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